Rappresentanza senza potere: onere della prova e risarcimento del danno

Tribunale di Treviso, Sentenza 20 gennaio 2016, n. 127

La massima 

Rappresentanza – Poteri rappresentativi – Contestazione – Prova – Danni
Il terzo contraente che pretende l’adempimento nei confronti di chi, a sua volta, asserisce di non avere mai concluso alcun contratto e che contesta i poteri rappresentativi di colui che ha agito spendendo il suo nome, deve fornire la prova del conferimento dei poteri. In difetto di tale prova il contratto sarà inefficace ed il terzo contraente potrà agire nei confronti del falsus procurator per ottenere il risarcimento degli eventuali danni subiti per avere creduto, in buona fede e senza colpa, di contrarre validamente.
Il commento 
Iter processuale
A seguito del mancato pagamento di fatture commerciali relative a fornitura di merce parte creditrice chiedeva ed otteneva ingiunzione di pagamento. Avverso l’ingiunzione veniva proposta opposizione con la quale la parte opponente/debitrice eccepiva di non avere mai intrattenuto rapporti commerciali con la parte creditrice.
Nel costituirsi in giudizio la parte creditrice deduceva di avere preso accordi con un soggetto – di cui chiedeva ed otteneva la chiamata in causa ex art. 269, comma 3°, c.p.c. – il quale si era qualificato come rappresentante della parte opponente – e ne chiedeva la condanna al risarcimento dei danni pari all’importo della fornitura della merce della quale era rimasta creditrice.
Il terzo chiamato in causa rimaneva contumace.
Nel corso del processo la parte creditrice non riusciva a provare l’esistenza di un valido rapporto di rappresentanza tra la parte opposta (debitrice) ed il terzo chiamato in causa, né emergevano elementi tali da indurre il Tribunale a ritenere validamente concluso il contratto tra creditore e debitore.
Il Tribunale di Treviso, con sentenza n. 127 del 20.01.2016, ha revocato il decreto ingiuntivo condannando il terzo chiamato in causa (falso procuratore) a corrispondere alla parte creditrice (opposta), a titolo di danni, una somma pari a quella di cui alla fornitura della merce oggetto di contenzioso.
Considerazioni
In materia di rappresentanza l’art. 1398 cod. civ. riconosce la responsabilità del falsus procurator nei confronti dell’incolpevole terzo contraente di buona fede.
L’onere della prova segue le regole di cui agli artt. 2697 e segg. cod. civ. e, pertanto, è onere di colui che asserisce di essere stato falsamente rappresentato eccepire l’inefficacia del contratto, mentre, l’onere di provare l’esistenza del potere rappresentativo e della conclusione del contratto graverà sul terzo contraente il quale sarà chiamato, altresì, a provare la sua buona fede nell’avere senza colpa creduto di contrarre validamente.
Ciò indipendentemente dall’elemento soggettivo che ha animato il falso procuratore nella propria condotta.
La Suprema Corte di Cassazione si è più volte pronunciata in maniera costante su tale argomento affermando che “la norma contenuta nell’art. 1398 cod. civ., nel riconoscere la responsabilità del falsus procurator verso il terzo incolpevole, con il quale ha contratto senza avere i poteri rappresentativi, da rilievo alla posizione soggettiva del terzo contraente, che per ottenere il risarcimento del danno deve provare di avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto, mentre prescinde totalmente dal considerare la posizione soggettiva del falsus procurator, del quale resta irrilevante accertare l’intenzionalità o il dolo, ovvero la colpa nella causazione del danno” (cfr. Cassazione Civile n. 13180/2015).
Conclusioni
Il Tribunale di Treviso ha correttamente tenuto indenne la parte contro la quale era stata emessa l’ingiunzione di pagamento la quale ha eccepito sin da subito l’inefficacia del contratto oggetto del rivendicato credito in quanto intervenuto senza il suo consenso.
Allo stesso tempo, in considerazione della buona fede della parte creditrice nel ritenere validamente concluso il contratto con il falso procuratore, ha condannato quest’ultimo al risarcimento dei danni per come pretesi in misura pari all’importo del credito rivendicato.
Avvocato Brugherio (Monza – Milano) Avvocato Andrea Scaccabarozzi consulenza diritto civile.

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