I criteri di scelta del Consulente Tecnico d’Ufficio.

 

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Il Giudice, per dirimere questioni tecniche, può farsi assistere da uno o più consulenti tecnici, c.d. C.T.U. (art 61 c.p.c.).

Il C.T.U. viene scelto selezionando appositi Albi professionali, tenuti presso i Tribunali, per fornire al Giudice le risposte tecniche necessarie ed agisce quale ausiliario del magistrato, in base ad un rapporto fiduciario.

In ambito responsabilità sanitaria, la Legge (L. 24/2017) ha stabilito che la consulenza sia collegiale, composta da un medico legale e da uno specialista della materia di cui si discute (ad esempio un ginecologo, un chirurgo, un oncologo, etc).

Negli Albi devono essere indicate le specializzazioni dei medici nonché l’esperienza professionale maturata (numero e tipologia di incarichi ricevuti) e gli albi devono essere aggiornati ogni cinque anni.

Spesso, però, capita che gli incarichi vengano assegnati a medici privi di specializzazione od ad esperti di branche diverse rispetto a quella da valutare, con nocumento per i diritti del danneggiato e conseguenti irregolarità nelle consulenze.

Nel silenzio del Legislatore sono i Presidenti di ogni Tribunale a dover vigilare sulle modalità di reclutamento dei Consulenti Tecnici d’Ufficio.

Si auspica un intervento normativo che disciplini l’iscrizione agli Albi, le modalità di scelta ed eventuali incompatibilità dei CTU.

Avv. Andrea F. Scaccabarozzi – Avvocato Monza – Milano – Brugherio – consulenza responsabilità sanitaria – malpractice medica – prevalutazione gratuita dei casi e regolazione del compenso solo a risultato ottenuto.

 

Morte del paziente con bassa percentuale di sopravvivenza e responsabilità del medico in sede penale

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La Cassazione torna ad occuparsi del nesso eziologico nei reati omissivi impropri.

Per accertare se un’omissione sanitaria sia stata idonea a causare l’evento bisogna ricorrere al giudizio controfattuale: si deve accertare se la condotta doverosa avrebbe evitato l’evento.

I principi cardine in tema di responsabilità sanitaria e nesso eziologico sono contenuti nella nota sentenza Franzese (Cass. S.U. 30328/2002).

Il Giudice deve ricorrere ad un giudizio predittivo: bisogna prendere in considerazione la specifica attività richiesta al medico nel caso concreto ed analizzare se avrebbe evitato o ritardato l’evento infausto, con alto grado di credibilità razionale (Cass. Pen. 30469/2014).

(Cassazione Penale n. 12353 del  17.04.2020)

Avv. Andrea F. Scaccabarozzi responsabilità medica – Avvocato Monza – Milano – Brugherio – consulenza responsabilità sanitaria civile e penale – valutazione preventiva del caso con medici legali e medici specialisti altamente qualificati – possibilità di accordo sul compenso subordinato al raggiungimento del risultato. 

Covid-19 e vacanze: i viaggiatori possono scegliere tra voucher e rimborso

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In riferimento all’articolo pubblicato oggi su Repubblica, come avevo già  constatato al momento dell’emissione del D.L. 18/20, convertito in L. 27/2020, ritengo che aver rimesso alla discrezionalità dell’organizzatore, nel caso recesso dai contratti di pacchetto turistico, di scegliere tra il rimborso integrale del corrispettivo percepito o l’emissione di un voucher sia contrario alla normativa europea, recepita nel Codice del Turismo (D. Lgs. 79/2011). La scelta del Legislatore mira a salvaguardare esclusivamente gli interessi degli imprenditori turistici a scapito del viaggiatore / consumatore. Ritengo, quindi, che debba prevalere la facoltà  da parte del viaggiatore di scegliere tra il rimborso ed il voucher, ai sensi dell’art 41 del D.Lgs 79/2011. La U.E. ha concesso due settimane di tempo al Governo Italiano per modificare detta norma; in caso contrario verrà aperta una procedura d’infrazione.

Per consulenze Avv. Andrea F. Scaccabarozzi – Avvocato Monza – Milano – Brugherio – Avv. Andrea F. Scaccabarozzi consulenza diritto del turismo – sessioni in videoconferenza – preventivo gratuito su misura del cliente.

DANNO DA PERDITA DI CONGIUNTO

Nel caso di pregiudizio derivante da perdita del rapporto parentale, il giudice deve accertare la sussistenza di uno o entrambi i profili di cui si compone l’unitario danno non patrimoniale subito dal prossimo congiunto e, cioè: la sofferenza morale soggettiva e quella riflessa dinamico-relazionale, e deve altresì considerare l’entità del danno in considerazione dei rapporti col congiunto, anche ricorrendo ad elementi presuntivi quali: la maggiore o minore prossimità del legame parentale, la qualità dei legami affettivi, la sopravvivenza di altri congiunti, la convivenza, l’età delle parti ed ogni altra circostanza del caso concreto.

 

Cassazione Civile, Sez. III, 11 novembre 2019, n. 28989

 

Avvocato Andrea F. Scaccabarozzi – Avv. Monza – Milano – responsabilità medica, responsabilità sanitaria, prima valutazione gratuita.

Dove vanno eseguite le notifiche all’imputato arrestato che abbia eletto o dichiarato domicilio?

Le S.U. penali della Corte di Cassazione (sentenza n. 12778 del 2020) hanno statuito che le notifiche all’imputato detenuto, anche qualora abbia dichiarato o eletto domicilio, vanno eseguite nel luogo di detenzione, con le modalità di cui all’art. 156, comma 1, c.p.p., mediante consegna di copia alla persona.

Avvocato Andrea F. Scaccabarozzi – Avvocato Monza – Milano – Avv. Brugherio diritto procedura penale 

La responsabilità penale del datore di lavoro per contagio Covid-19

Il “Decreto Cura Italia” considera il contagio da coronavirus in ambito di lavoro come un infortunio meritevole di ricevere la copertura assicurativa Inail. Il datore di lavoro, pertanto, è potenzialmente esposto alla responsabilità penale per i reati di lesioni ai sensi dell’art. 590 c.p. e omicidio colposo ai sensi dell’art. 589 c.p., aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche, nel caso non adotti tutte le misure atte a prevenire il rischio di contagio, cagionando così la malattia o morte del lavoratore.

Avvocato Andrea F. Scaccabarozzi – Avv. Monza – Milano – Avvocato diritto del lavoro – Avvocato Brugherio 

Insulti nella chat vocale di Google Hangouts e visibili all’offeso: è ingiuria e non diffamazione

La Corte di Cassazione (sentenza 31 marzo 2020, n. 10905)  ha ribadito il principio che nel caso di commenti e giudizi lesivi sulla reputazione pubblicati su Facebook, comunicando con video chat, ricorrono gli estremi dell’ingiuria aggravata e non della diffamazione, atteso che l’elemento distintivo tra ingiuria e diffamazione è costituito dal fatto che nell’ingiuria la comunicazione, con qualsiasi mezzo realizzata, è diretta all’offeso, mentre nella diffamazione l’offeso resta estraneo alla comunicazione offensiva intercorsa con più persone e non può interagire con l’offensore.

Avv. Andrea F. Scaccabarozzi – penale – Avv. Monza- Milano – Avvocato Brugherio.