Dove vanno eseguite le notifiche all’imputato arrestato che abbia eletto o dichiarato domicilio?

Le S.U. penali della Corte di Cassazione (sentenza n. 12778 del 2020) hanno statuito che le notifiche all’imputato detenuto, anche qualora abbia dichiarato o eletto domicilio, vanno eseguite nel luogo di detenzione, con le modalità di cui all’art. 156, comma 1, c.p.p., mediante consegna di copia alla persona.

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La responsabilità penale del datore di lavoro per contagio Covid-19

Il “Decreto Cura Italia” considera il contagio da coronavirus in ambito di lavoro come un infortunio meritevole di ricevere la copertura assicurativa Inail. Il datore di lavoro, pertanto, è potenzialmente esposto alla responsabilità penale per i reati di lesioni ai sensi dell’art. 590 c.p. e omicidio colposo ai sensi dell’art. 589 c.p., aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche, nel caso non adotti tutte le misure atte a prevenire il rischio di contagio, cagionando così la malattia o morte del lavoratore.

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Insulti nella chat vocale di Google Hangouts e visibili all’offeso: è ingiuria e non diffamazione

La Corte di Cassazione (sentenza 31 marzo 2020, n. 10905)  ha ribadito il principio che nel caso di commenti e giudizi lesivi sulla reputazione pubblicati su Facebook, comunicando con video chat, ricorrono gli estremi dell’ingiuria aggravata e non della diffamazione, atteso che l’elemento distintivo tra ingiuria e diffamazione è costituito dal fatto che nell’ingiuria la comunicazione, con qualsiasi mezzo realizzata, è diretta all’offeso, mentre nella diffamazione l’offeso resta estraneo alla comunicazione offensiva intercorsa con più persone e non può interagire con l’offensore.

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