DANNO DA PERDITA DI CONGIUNTO

Nel caso di pregiudizio derivante da perdita del rapporto parentale, il giudice deve accertare la sussistenza di uno o entrambi i profili di cui si compone l’unitario danno non patrimoniale subito dal prossimo congiunto e, cioè: la sofferenza morale soggettiva e quella riflessa dinamico-relazionale, e deve altresì considerare l’entità del danno in considerazione dei rapporti col congiunto, anche ricorrendo ad elementi presuntivi quali: la maggiore o minore prossimità del legame parentale, la qualità dei legami affettivi, la sopravvivenza di altri congiunti, la convivenza, l’età delle parti ed ogni altra circostanza del caso concreto.

 

Cassazione Civile, Sez. III, 11 novembre 2019, n. 28989

 

Avvocato Andrea F. Scaccabarozzi – Avv. Monza – Milano – responsabilità medica, responsabilità sanitaria, prima valutazione gratuita.